Guardia Costiera

di Riccardo Braccini

Gli episodi di inquinamento delle acque marine, i problemi legati alla protezione delle coste e del soccorso in mare, hanno convinto lo Stato italiano ad istituire, nell’anno 1982 con la legge 979 sulla difesa del mare, un servizio di protezione e salvaguardia dell’ambiente marino.

La responsabilità di questa attività di tutela del mare fu affidata al Ministero della Marina Mercantile, ora Ministero dei Trasporti e della Navigazione, trasferendo la competenza sul soccorso in mare, in precedenza prerogativa della Marina Militare come attività secondaria, alla Capitaneria di Porto la quale, forte di una dislocazione territoriale capillare lungo tutta la costa italiana, poteva più efficacemente occuparsi di questa importante attività lasciando alla Marina Militare la possibilità di concentrarsi sui propri principali compiti istituzionali.

La Guardia Costiera, quindi, per effetto della Legge 979/1982 ed in ottemperanza ai nuovi ed importanti compiti demandatigli, si trovò nella necessità di dotarsi di un proprio Reparto di Volo, la cui attività iniziò il 4 agosto del 1988 con l’acquisizione dei primi 4 aerei Piaggio P-166 DL-3, che cominciarono ad operare inizialmente presso il 303° gruppo di volo dell’Aeronautica Militare dislocato presso l’aeroporto di Guidonia.

Il primo elicottero inserito in organico, modello AB-412CP  codici 9-01/MM81382 (nominativo radio KOALA01), venne acquisito nel 1993, ed inizialmente fu basato presso le strutture della Marina Militare dell’aeroporto di Luni-Sarzana.

Successivamente, in seguito alla costruzione sul lato opposto della base Lunigiana della struttura del Comando Base Aeromobili del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, denominata SAGUARCOST SARZANA, l’elicottero 9-01, 9-02, 9-03 e 9-04  furono spostati all’interno delle nuove strutture appositamente predisposte per le esigenze del Reparto Volo della Capitaneria di Porto ed affiancati con gli ulteriori velivoli che allora operavano presso il 1^  Nucleo Aereo: i P66 T (P 166 DL3) della Piaggio, bimotori turboelica da ricognizione ed vigilanza antinquinamento, dotati di capacità SAR mediante battellini aviolanciabili.

AB-412 AB-412 AB-412 AW-139

La componente aerea della Guardia Costiera, oltre ai velivoli ad ala fissa Piaggio P166 DL3 e ATR42MP è composta dai velivoli ad ala rotante Augusta Bell 412CP e Agusta Westland AW139.

L’Agusta Bell 412 in dotazione ai Reparti  Volo della Guardia Costiera,  è un elicottero biturbina dotato di rotore quadripala di tipo rigido. Il gruppo turbomotore è un P&W PT6T-6B Twin Pack ed eroga una potenza nominale di 1875 SHp.

La versione CP, espressamente allestita per la Guardia Costiera, è derivata, limitatamente alla prima serie di 4 unità, dalla versione commerciale SP mentre per i successivi due lotti (5 unità) dalla più performante versione HP.

Tali elicotteri vengono impiegati per lo svolgimento dei compiti istituzionali del corpo: principalmente per compiti SAR (Search & Rescue) e secondariamente per compiti di Polizia Marittima, vigilanza pesca e sorveglianza traffici marittimi; includendo anche l’impiego per trasporto e supporto alla Protezione Civile in caso di calamità naturali ed antincendio boschivo.

Il raggio d’azione operativo SAR è di circa 200 Km, circa 110 miglia marittime, mentre per il pattugliamento, la massima autonomia oraria (serbatoi standard e riserva VFR) è di 2 ore e 40 minuti circa.

L’equipaggio è normalmente composto da due piloti e due operatori di volo dei quali uno qualificato aerosoccorritore.

Sei di questi esemplari sono  assegnati alla 1^ Sezione Elicotteri di Sarzana ed ultimamente sono stati affiancati da due nuovi Agusta Westland AW139 recentemente acquisiti  dal Reparto Volo Guardia Costiera.

Altri 2 AW139 sono stati basati sull’aeroporto di Catania Fontanarossa insieme al resto della flotta di tre AB-412.

AW-139 AW-139 AB-412 Fermata di Emergenza IMG_9041

Il nuovo arrivato l’AW139, mezzo moderno e ad alte prestazioni e già impiegato con successo in numerose varianti sia executive che per lavoro aereo e compiti istituzionali, sta entrando gradualmente nella linea di volo della Guardia Costiera ed, altrettanto gradualmente come si addice ad una nuova macchina, sta acquisendo la piena operatività.

Attualmente i piloti abilitati alla macchina presso Agusta Westland sono 6, 3 sono stati dislocati alla base di Catania e 3 alla base di Luni-Sarzana.

La scelta dei piloti da assegnare all’AW139 è ovviamente caduta su soggetti tutti con grande esperienza sulla linea AB412, esperienza che permetterà, durante l’attività addestrativa, di trasporre sulla nuova macchina tutte le conoscenze acquisite “sul campo” contribuendo a sfruttare al meglio ed in ogni situazione operativa le ottime prestazioni ed i notevoli equipaggiamenti del nuovo mezzo.

Una volta completato l’iter di acquisizione della piena operatività dell’AW139 nella versione predisposta appositamente per la Guardia Costiera, il Corpo impiegherà il velivolo nell’attività di soccorso in mare, pattugliamento e sorveglianza dell’attività marittima, nonché trasporto e supporto alle attività di Protezione Civile, affiancandolo ai più anziani AB412 rispetto ai quali il nuovo mezzo risulta migliore in abitabilità, prestazioni, spazio interno, comfort per l’equipaggio e dotazioni elettroniche (basti pensare alla nuova avionica multifunzione Honeywell Primus Epic® predisposta per l’utilizzo di sistemi di visione notturna e FLIR, nonché dell’impianto di telecamere girostabilizzate che permette di visualizzare qualsiasi oggetto esterno all’elicottero e di identificarlo grazie alla eccellente possibilità di ingrandimento e alla possibilità di interfacciare i dati con il sistema AIS (Automatic Identification System) che permette l’identificazione e il tracking dei natanti nella zona di operazione.

AB-412 Cockpit AW-139 AW-139 AB-412 AW-139

Sicuramente il nuovo elicottero contribuirà a migliorare sotto ogni aspetto lo svolgimento delle attività istituzionali del corpo Guardia Costiera, fatto di uomini che quotidianamente affrontano i rischi connessi al volo ognitempo, principalmente sul mare e che, nonostante i sempre più ingenti tagli ai fondi che limitano sensibilmente l’attività di volo addestrativo, riescono sempre ad ottenere il meglio dalle macchine in loro dotazione.

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