REOS Reparto Elicotteri Operazioni Speciali

 di Riccardo Braccini

Negli ultimi anni la tendenza della stampa specializzata Italiana è quella di occuparsi maggiormente delle nuove tecnologie e dei nuovi aeromobili che entrano in servizio presso le Forze Armate Italiane che dei veri e propri utilizzatori. Probabilmente questa tendenza non è altro che il risultato dei troppi anni in cui l’Italia è rimasta indietro nei confronti dei paesi alleati, arretrata come mezzi e arretrata nelle tattiche per utilizzarli, quest’ultime figlie di esigenze operative ormai sorpassate e non pronte a fronteggiare i nuovi assetti mondiali, come le crisi militari nel Medio Oriente o la necessità di organizzare missioni di PeaceKeeping o di salvataggio in territorio ostile.

E’ giusto quindi parlare degli uomini che non solo hanno avuto la possibilità di ricevere i mezzi migliori, ma anche di studiare e mettere in pratica tattiche ed assetti fino a quel momento ad uso esclusivo di qualche reparto di elite statunitense, arrivando anche a migliorarle: il personale del R.E.O.S.

Il R.E.O.S. (Reparto Elicotteri Operazioni Speciali) è stato fondato nel Novembre del 2002 dal raggruppamento di tre squadroni:

  •  il 51° GR. SQD. “LEONE” del quale eredita personale ed infrastrutture,
  • il 26° GR. SQD. “GIOVE” del quale eredita nome e tradizione di operativita’ con la Folgore
  • il 39° GR. SQD. “DRAGO” il cui personale era già confluito nel 51° precedentemente.

Il reparto, che può disporre di elicotteri AB-412 Grifone e di CH-47C direttamente prelevati dalle file del Reggimento Antares, in base alle esigenze operative che si creano di volta in volta, è costituito da un Comando, 2 Squadroni di Volo, 1 Squadrone di Sostegno ed 1 Plotone Comando e Servizi. Il REOS è stato impegnato nel teatro afghano, ove ha mantenuto, con carattere di continuità, un equipaggio di CH-47 per il supporto delle Forze Speciali, ma è anche stato impiegato, sia con la componente CH-47 che con quella AB-412, in Iraq.

CH-47C CH-47C CH-47C CH-47C CH-47C + AB-412 CH-47C

Con una tipologia di missioni molto vasta, il 26°Gr. REOS partecipa sempre più frequentemente ad esercitazioni interforze e multinazionali in ambito N.A.T.O. oltre che ad incontri tra gruppi delle operazioni speciali dei paesi alleati, così da confrontarsi su tecniche e metodi, trovare soluzioni ai problemi e capire l’approccio, a volte differente, degli altri reparti rispetto alla risoluzione di una medesima missione.

Le missioni assegnate al 26° Gruppo sono quelle che prevedono l’infiltrazione e l’esfiltrazione di personale in aree considerate ostili, elisbarchi, trasporti tattici, aviolanci, inserzioni con la tecnica del “fast rope”, missioni di ricerca e recupero, evacuazione tattica e medica anche di connazionali civili in nazioni a rischio, il tutto in condizioni climatiche ed ambientali estreme, sia di giorno che di notte.

Tutte queste attività sono rese possibili anche dai reparti che usufruiscono del supporto del REOS, primo tra tutti il 9° Reggimento “Col Moschin”.

I MEZZI

L’AgustaWestland-Bell AB-412 è un elicottero da trasporto medio bimotore, con rotore quadripala, da cui il 4 della sigla, per distinguerlo dall’AB-212 (con rotore bipala).

La versione militare è stata chiamata Grifone e può trasportare, secondo la configurazione adottata, fino ad un massimo di 14 soldati o 6 barelle con feriti. Le prese d’aria dispongono di speciali filtri antisabbia. Lame tagliacavi anteriori proteggono il rotore ed i pattini dall’impatto contro cavi durante i voli a bassa quota. Su ogni fiancata può essere montata una mitragliatrice da 7,62mm. equipaggiate con puntatori laser per incrementare l’immediatezza di puntamento e la precisione del tiro. Prossimamente due elicotteri del Reparto verranno equipaggiati con una torretta elettro-ottica di osservazione di ultima generazione dotata di sensori FLIR, day CCTV telemetro laser e sistema di videoregistrazione. Un sistema di trasmissione video permetterà di visualizzare le immagini in tempo reale nella sala operativa del comando o in un veicolo delle Forze Speciali. Questa macchina è talmente versatile che stenta ad avere un successore nell’immediato futuro.

IMG_5730 AB-412 Grifone AB-412 Grifone AB-412 Grifone AB-412 Grifone

Per i trasporti medi, in una fascia che va dalle 9 alle 12 tonnellate, è usato il CH-47C Chinook e prossimamente la nuova versione ICH-47F. È caratterizzato principalmente da una configurazione a 2 rotori: uno sopra la cabina di pilotaggio, il secondo nella sezione di coda e non nella consueta configurazione rotore principale e rotore anti-coppia. Oltre che per il trasporto truppe, il REOS utilizza questo elicottero per il trasporto di vari mezzi da sbarco, sia marino che terrestre.

In particolare è stato sperimentato l’utilizzo di gommoni che possono essere sbarcati ed imbarcati con il Chinook in hovering e con la rampa aperta a pelo d’acqua, oppure l’utilizzo di mezzi terrestri inconsueti per reparti militari, come i Quad Polaris e moto da enduro Yamaha che vengono utilizzati per acquisire velocità negli spostamenti terrestri in un eventuale infiltrazione in territorio ostile.

Il CH-47C risulta essere una macchina formidabile per le “Special Operations” in termini di capacità di carico (praticamente doppia rispetto all’EH-101), eccellenti prestazioni in alta quota e temperature elevate e che permette di infiltrare, in un’unica soluzione, un Distaccamento Operativo di Forse Speciali motorizzato su due Land Rover. Per estendere il raggio di azione proprio e di atri elicotteri, eventualmente interessati alle operazioni, il REOS ha messo in opera un sistema di rifornimento aeromobile che impiega un CH-47 caricato con fino a tre serbatoi flessibili da 2000 litri di carburante e gruppo pompe. Il sistema consente, senza sbarcare i serbatoi, di allestire rapidamente una zona di rifornimento liberando la zona, a rifornimenti effettuati, dopo meno di trenta primi dall’atterraggio.

CH-47C CH-47C CH-47C CH-47C

Come abbiamo accennato all’inizio, stiamo vivendo un periodo di cambiamento e, pur con molte limitazioni dovute alle sempre più esigue risorse economiche per le nostre Forze Armate, l’Esercito sta sostenendo uno sforzo economico non indifferente, soprattutto per l’ammodernamento della linea volo. Da qualche anno sono operativi nelle fila del 26° Gruppo esemplari dell’ Agusta Westland NH-90 nella versione TTH (Tactical Transport Helicopter) e sono già stati consegnati i primi esemplari di Boeing CH-47F, che nelle intenzioni dovranno essere 16 esemplari, con i quali l’Esercito Italiano, e di conseguenza anche il REOS, acquisirà tutta una serie di vantaggi tecnologici che applicati al REOS significherà incrementarne notevolmente le capacità operative, assicurando la riuscita delle missioni in un quadro di maggior sicurezza in condizioni estreme. Pur nella constatazione che al momento il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti d’ America non ha ancora autorizzato l’esportazione dei kit per il rifornimento in volo, l’autonomia necessaria ad assolvere al compito in alcuni profili di missione sarà garantita dall’impiego dei serbatoi ausiliari “Robertson”.

Tornando all’NH90, ormai pienamente operativo,  l’Esercito Italiano ha avuto un approccio diverso dal passato nell’introdurre la nuova macchina in servizio, infatti se prima il processo settorializzato in modo tale che un nuovo elicottero passasse prima una fase prettamente sperimentale sotto il lato tecnico e di condotta di volo e solo a conclusione di questa venisse passato alla componente addestrativa ed in fine a quella operativa, questa volta si è voluto costituire un team ad hoc che potesse accorpare tutte queste fasi contemporaneamente.

Il team NH90,  composto da 30 persone provenienti dal Comando AVES, dal CAAE (Centro Addestrativo Aviazione Esercito) e dai reparti operativi che per primi avrebbero ricevuto la macchina, quindi del 26° Gruppo REOS del 1° RGT Antares di Viterbo e il 25° Gruppo Squadroni “Cigno” di Rimini, è stato inquadrato all’interno del Centro Sperimentale che è una recente acquisizione organica all’interno del Comando stesso ed utilizza le infrastrutture del Centro Addestrativo. Questo esperimento ha avuto un gran risultato portando molto  velocemente l’elicottero in una fase di pieno impiego.

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Interessante fare il punto anche  per quel che riguarda l’aspetto umano del personale navigante dell’Esercito Italiano.

La carriera che intraprende un pilota di elicotteri nell’Esercito non è fine a se stessa, non è solo un punto di partenza nè tanto meno un punto di arrivo, è un percorso che intraprende un Ufficiale che può, ad esempio, inizialmente essere inquadrato in un battaglione di paracadutisti e dopo anni di duro studio essere il pilota di un CH47 che porta un gruppo di paracadutisti a lanciarsi in territorio ostile, oppure un carrista che successivamente si trova a cacciare i carri con un A-129 Mangusta.

AW129 Mangusta AW129 Mangusta AW129 Mangusta AW129 Mangusta AW129 Mangusta

Questa estrema elasticità fa si che il pilota sappia esattamente quali sono le aspettative degli uomini che sta trasportando o quali siano i punti deboli dell’avversario. La notevole situation awarness che si crea grazie a questa interoperabilità degli uomini, fa si che i piloti dell’Esercito Italiano e quindi anche della sua elite, rappresentata dal REOS, siano molto apprezzati in ambito internazionale.

AB-412 Grifone NH90

Desideriamo dedicare questo articolo e le foto al Colonnello Roberto Caruso che ora vola in cieli più azzurri.

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