Area 51 in prima persona

di Riccardo Braccini

Il mito dell’Area 51 corre nel tempo e nello spazio, non credo ci sia qualcuno che non l’abbia mai sentita nominare almeno negli ultimi 50 anni di storia. Che si creda o meno alle voci che la riguardano, l’Area 51 ha un suo fascino che, caso più unico che raro, riesce ad unire sia i complottisti che gli appassionati di ufologia e di aeronautica. Avendo avuto la possibilità di organizzare un viaggio on the road nel sud ovest degli Stati Uniti, non potevo passare nelle vicinanze e non sfogare la mia curiosità cercando di avvicinarmi il più possibile. L’intento di questo articolo è condividere questa esperienza e fare una sorta di manuale per gli  appassionati di aviazione militare che volessero lanciarsi in una avventura on the road tra California e Nevada.

La base ideale per una visita veloce nei dintorni dell’Area 51 è Las Vegas, Sin City, la città in cui tutto è possibile, dove non esiste orario, dove la differenza tra giorno e notte si perde nei meandri delle decine di Hotel/Casino lungo la famosa strip ma anche la città che ospita una delle basi aeree più importanti del mondo: Nellis AFB.

Nellis si trova sulla North Las Vegas Boulevard, una strada che corre parallela alla I-93 a nord est del centro città, all’altezza del circuito Nascar di Las Vegas. Non è consigliabile sostare su questa strada per godersi il traffico aereo della base, almeno sul lato della base, un po’ più accettato dalle autorità è la sosta sul lato del circuito Nascar, ma questo non vuol dire che si sia autorizzati a sostare. Soprattutto nei periodi che coincidono con l’esercitazione Red Flag il traffico aereo è molto intenso e di varia natura.  Durante il mio viaggio non sono stato molto fortunato come quantità di traffico sulla base, purtroppo nella schedulazione del viaggio la sosta a Las Vegas è capitata di venerdì che, come in Italia, non è una delle giornate più fervide sotto il punto di vista di attività militari. Questo però non mi ha tolto il gusto di arrivare nei pressi della base e vedere attività addestrativa di una coppia di F-22. La luce migliore per le foto è quella del pomeriggio, almeno che non si voglia fotografare qualche pancia di aereo in virata stretta…

F-22 Nellis

Da Las Vegas ci sono due mete aeronautiche da poter raggiungere: l’Area 51 e lo Star Wars Canyon, le due mete sono in direzioni diametralmente opposte quindi il mio consiglio, in un viaggio on the road, è giungere a Las Vegas provenendo dalla California, scendendo dalla Death Valley oppure al contrario, proseguire il viaggio da Las Vegas attraversando la Death Valley per raggiungere la California.

Un brevissimo cenno fuori tema allo Star Wars Canyon: è una zona desertica che si trova all’interno Death Valley nella parte nord, dove si trova un corridoio militare di sorvolo a bassissima quota. Il canyon corrisponde ad un punto turistico chiamato Father Crowley point dove si trova un parcheggio con una balaustra con vista sul canyon che sfocia su un lago salato, quindi il sito è facilmente raggiungibile e ben segnalato.  Trattandosi della Death Valley è necessario prestare attenzione al periodo in cui si intende visitarla: durante il periodo estivo le temperatura si aggira sui 45/50°, temperature estreme sia per l’attrezzatura fotografica sia per il fisico.  Cosa succede in questo canyon? Giornalmente diverse missioni U.S. Navy, Marines e U.S.A.F. si inseriscono all’interno del canyon seguendo l’orografia del terreno e dal Father Crowley point la vista è stupenda, molto simile al Mach Loop inglese. Mi è capitato di vedere 2 missioni distinte di F-18E inserirsi di taglio nella gola per poi proseguire verso sud.

Death Valley Death Valley

Tornando al tema principale, come si arriva ai bordi dell’Area 51? Da Las Vegas ci si immette nella I-93 direzione nord e si prosegue su questa strada, passando per Alamo ed andando verso l’incrocio con la statale 375 dalla quale, svoltando verso sinistra, si prosegue in direzione Tonopah. Appena presa la 375 si entra in un ambiente surreale: tutto ricorda il mito degli UFO, degli alieni e dei caccia mitici che probabilmente sono stati sviluppati all’internodell’Area 51, inoltre i tanti cartelli stradali ti informano che la zona è sorvolata a bassissima quota da aerei militari.

Extraterrestrial Highway Alien Low flying Aircraft

Se c’è una cosa che ho imparato durante tutto il viaggio negli states è che quando c’è un cartello di pericolo, al 99% l’evento pericoloso effettivamente esiste ed è tangibile. Dopo qualche miglio di percorrenza sulla 375 mi è capitato di essere sorvolato da 2 F-16, uno dei quali mi è passato letteralmente accanto all’auto, non sopra..anche grazie al fatto che questa strada percorre su un lato rialzato una valle desertica concava. Dopo diverse miglia si vedono chiaramente, sulla sinistra, delle strade sterrate che vanno verso il nulla, in lontananza al massimo si vedono delle colline, anch’esse desertiche e la percezione che ci sia qualche costruzione di colore metallico, niente più. Dopo ulteriori miglia nel deserto si trova la famosa Black Mailbox…che a dispetto del nome è bianca. La sensazione è surreale: una cassetta delle lettere a decine e decine di miglia da qualsiasi costruzione che riporta l’indirizzo STEVE MEDLIN, HC 61, BOX 80. Universalmente questa cassetta postale è sempre stata accostata al mito dell’Area 51, ma qui inizia e finisce quello che si sa su di essa.

Black Mailbox Area51

Proseguendo sulla 375 si arriva a Rachel, un paese minuscolo i cui abitanti (a fatica arrivano ad 80 persone) vivono sfruttando il mito degli alieni nell’Area 51. D’obbligo è una sosta per ristorarsi presso il Little A’Le’Inn, un locale molto caratteristico. Personalmente, arrivato al locale ero già soddisfatto di come era andata la giornata, ma anche spinto dalla curiosità, ho chiesto alla proprietaria come si poteva arrivare ai cancelli dell’Area51..penso che questa persona risponda qualche decina di volte al giorno a questa domanda abbastanza banale e la risposta è stata molto raffinata: in un primo momento si è “rifiuta” di darmi indicazioni perché troppo pericoloso, poi però mi ha buttato li l’indicazione precisa..quindi prima ti avverte che è pericoloso e poi però ti dice come fare…cosa pensate che abbia fatto? Ci sono andato!

Rachel Alien Rachel

Dopo aver comprato diversi gadget sono tornato indietro verso la Black Mailbox e circa 5 miglia dopo, sulla destra c’è un cartello di dare precedenza e una strada sterrata. Deve essere presa questa strada che va verso l’infinito..infatti davanti a te non c’è assolutamente niente e lo si vede per miglia in quanto la strada scendendo in questa conca desertica ti fa vedere bene cosa hai davanti. La cosa assurda è che ogni tanto c’è qualche cartello con il limite di velocità a 20 miglia orarie, come se fosse una qualsiasi strada. Piccolo problema: nel deserto c’è la totale assenza di umidità e quindi c’è una visibilità estrema: un qualsiasi punto sembra vicino da raggiungere invece magari è lontano miglia e miglia..e così è stato: dopo 40 minuti di strada sterrata dritta, nel deserto, costellata di Joshua trees il dubbio di aver capito male le indicazioni dalla proprietaria del locale di Rachel si fa sempre più pressante.

Area51

Decido di continuare ancora per qualche miglio e finalmente qualcosa cambia, davanti a me sembrano esserci un paio di collinette e la strada sembra fare un percorso che mi farà passare in mezzo. Contemporaneamente noto che su alcuni Joshua tree non proprio a bordo strada ma comunque abbastanza vicini, sono installate sia delle scatolette bianche sia delle antennine arancioni e poi, alla fine, un riflesso molto intenso proveniente dalla cima di una delle due colline: un uomo in mimetica mi sta puntando con qualcosa che sembra essere un binocolo molto grande installato su un cavalletto e appena dietro a lui un pick up bianco. Continuo a percorrere la strada che prosegue con una curva a sinistra e una a destra e sono praticamente nel fondo di un dirupo creato dalle due colline….ecco il famoso cancello e i famosi cartelli. Vietato oltrepassare i cartelli, vietato fotografare, uso della forza autorizzato oltre quella linea….è il momento di fare inversione e tornare indietro…e di corsa.

Cammo Dudes

Ed in effetti è la scelta giusta: appena fatte le due curve mi trovo davanti due pick up bianchi identici a quello che si trova sulla collina, procedono affiancati ma abbastanza larghi..tanto che posso passarci nel mezzo…cerco di non guardare dentro ma la curiosità è tanta..in ogni pick up c’è un civile e un militare e sul muso del pick up c’è una striscia orizzontale di luce bianca intermittente, non fosse per il colore della luce sarebbe identica a quella del telefilm “Supercar”, lo scopo di questa luce la ignoro tutt’oggi. I due pick up mi fanno passare, ma nel dubbio che ci potessero ripensare….ripercorro tutte le miglia che mi separano dalla statale 375 a 50 miglia orarie…dallo specchietto vedo che comunque il pick up sulla collina non si è mosso quindi i suoi due compagni sono spuntati dal niente, che abbiano dei garages sotterranei?

Area51

Non importa, l’avventura è stata più che soddisfacente e me ne torno a Las Vegas contento, di aver visto poco ma quel poco carico di quell’alone di mistero che ci piace rimanga così.

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